Zanzibar: la ricchezza della povertà - MotivandoMe
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Zanzibar: la ricchezza della povertà

Zanzibar: la ricchezza della povertà

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Africa, destinazione Zanzibar (Tanzania).

Ci sono, finalmente comincio a scrivere il mio primo diario di bordo da “blogger viaggiatore”, così da mettere nero su bianco le mie emozioni.

Con ancora il freddo di Bergamo nelle ossa, si apre il portellone dell’aereo e il primo impatto è “mio dio, che caldo!”. Subito il mio cervello impazza, non solo dalla temperatura esterna ma dai profumi di spezie nell’aria, dagli abitanti che ti accolgono con un sorriso come se stessero tutti aspettando te… palme ovunque e il colore dell’acqua cristallina che riflette su tutta l’isola. Mi guardo attorno ancora incredulo e mi dico “si, sono davvero arrivato, in AFRICA”… KARIBU SANA (“benvenuto” in lingua Swahili)!

Il mio “viaggio” comincia da qui…

Chi mi accoglie è Federica, una ragazza speciale conosciuta un paio di anni prima durante una “surfata” in Portogallo. E’ grazie a lei che appena arrivo mi sento subito a casa e comincio a vedere posti laddove il turismo non arriva.
Andiamo a fare una passeggiata, dice lei… io colgo l’attimo e non perdo un minuto per andare alla scoperta di questa nuova terra.

Ti piace esplorare i posti nuovi? o preferisci la vita da lucertola spaparanzato al sole? Ricorda che la vita é una sola… fai più esperienze possibili!

Cominciano subito delle forti lezioni di consapevolezza, una delle quali arriva dopo aver visitato un villaggio di Pwani Mchangani davvero povero…

zanzibar

“per avere tutto bisogna non avere niente”

senza elettricità, acqua corrente e tutti i comfort alla quale siamo abituati.
All’interno di quella che credo essere la povertà c’è una ricchezza infinita.

Il cibo scarseggia, l’acqua la si può prendere dai pozzi (sempre se ne è rimasta ancora), nel compenso la natura ti fornisce cibo (frutta) dalle piante e spezie (sia per curarsi che per cucinare)… insomma c’è tutto per vivere, niente di meno, niente di più.
Ancora sbalordito mi rendo conto che la magia é già cominciata… ne é la conferma il sorriso dei bambini con i loro occhi pieni di gioia che semplicemente ti dicono JAMBO (ciao)!

Ore 6, è un nuovo giorno e sono già pronto per l’escursione a contatto con gli animali che vivono a Zanzibar. Prima la nuotata in pieno oceano con un gruppo di delfini a Kizimkazi (ho fatto fatica a trattenere le lacrime al loro incontro), poi l’incontro con la Red Monkey nella Foresta Tropicale Jozani Chwaka Bay e per finire l’amicizia con una tartaruga gigante (viaggiatrice molto vecchia e saggia) nell’isola di Prison Island la quale mi ricorda di avere pazienza, anche quando vorresti andare più veloce.

E’ tempo di salutare i mie nuovi amici animali… che riprendiamo la barca ed in pieno oceano facciamo rotta versa l’isola di Nakupenda.

I miei occhi non credono a quel miraggio… una lingua di sabbia in mezzo al nulla!
Hai presente tipo nei film, in un isola deserta? Così…

Acqua cristallina, caldo pazzesco e tanta voglia di fare snorkeling nella barriera corallina. Approdo per oltre 3 ore, con tanto di pranzo a base di pesce cucinato direttamente in spiaggia. In paradiso… ecco dove sono finito!

Si è fatta una certa ora e rientriamo verso la terra ferma, direzione Stone Town (parte vecchia della capitale di Zanzibar).
Lo sapevi che è nato Freddie Mercury in questa città?
Qui l’incontro con la storia e le schiavitù è davvero forte. Il caos regna sovrano, tra mercati locali e venditori improvvisati a caccia di turisti con la quale oggi campano anche per pochi spiccioli.

 

Pensi che la magia di un viaggio così poteva finire senza un colpo di scena?
Ovviamente no, perché come sempre accade “il bello arriva alla fine” ma sopratutto “nulla accade per caso” (non mi stancherò mai di ripeterlo)… e così, di ritorno da Zanzibar a Milano, dopo una serie di simpatiche avventure in aeroporto (ho visto cose che voi umani… ah ah ah) mi ritrovo a condividere le 6 ore di volo con un curatore olistico, praticante yoga da oltre 40 anni che ha girato mezzo mondo e che era li per raccontarmi la sua storia.

Una cosa fondamentale che questo viaggio mi ha regalato è la magia della parola HAKUNA MATATA, che significa letteralmente “non ci sono problemi”.

 


ECCO COSA HO IMPARATO:

  • si può vivere pur non avendo nulla
  • in natura c’è già tutto ciò di cui abbiamo bisogno
  • l’uomo e l’ambiente sono una cosa sola
  • non giudicare all’apparenza
  • ogni luogo ha una risposta alle tue domande
  • sei esattamente sempre nel posto giusto al momento giusto
  • quando viaggi solo non sei mai veramente solo
  • l’acqua è l’unica risorsa che ci mantiene in vita (non sprechiamola)
  • il sorriso é il miglior strumento di comunicazione al mondo
  • mangiare con le mani seduti in mezzo alla sporcizia, ma felici
  • qualche parola in lingua Swahili
  • la libertà non ha prezzo
  • la felicità è una scelta.

Ovunque andrai nella vita, non avrai il tempo di preoccuparti,
perché penserai solo a vivere il presente
con un sorriso in più nel cuore.

Ahsante (“grazie” in lingua Swahili)

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